Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
A chi è digiuno di contemporaneo, e a chi poco conosce la ricerca di Pierre Huyghe, uno dei più famosi e blasonati artisti francesi viventi, l’intervento sul roof del Metropolitan sembrerà più che un lavoro “di scavo”, quello che in effetti è, uno scenario da lavori in corso.
Che ha combinato Huyghe stavolta? Diciamo che ha replicato un poco, su scala ridotta, il suo bell’intervento realizzato in occasione della scorsa Documenta, nel parco di Karlsaue.
Qui però non ci sono cani bianchi dalle zampe rose, né alveari piantati in testa a sculture classiche ma una ricerca (intitolata Rite Passage), che vuole mettere in scena il mistero della vita primordiale, di fossili, acqua ed esseri viventi di difficile classificazione, come possono essere le sanguisughe, messe in un acquario che è un tributo a un’era lontanissima e contemporanea allo stesso tempo, in grado di adattarsi perfettamente alle rivoluzioni della terra.
Un po’ darwiniano, un po’ concettuale, decisamente folle verrebbe da dire. Non fosse altro perché non è da tutti i giorni poter camminare tra un pavimento divelto sul terrazzo di un museo, guardando un acquario “preistorico”. Ma da Huyghe non ci si poteva aspettare altrimenti, ed è anche per questo che ci piace.










