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Sabato prossimo, 23 maggio, aprirà a Parma il Museo CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università), presso l’Abbazia di Valserena. Il Centro, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino, conserva il più esteso patrimonio culturale visivo e progettuale italiano sul Novecento (12 milioni di materiali, divisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Moda, Progetto e Media). L’Abbazia ne accoglie i tesori dal 2007 e, dopo un processo di rinnovamento architettonico, è pronta per renderli fruibili al pubblico.
Si inaugura così un nuovo spazio multifunzionale, che comprenderà un archivio, un museo e un centro di ricerca e didattica, per una formula unica diretta a supportare l’attività universitaria. Il Museo ospiterà un’esposizione permanente e in occasione della serata inaugurale verranno presentati opere e progetti di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino e molti altri. In aggiunta una mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni Sessanta e Settanta vanterà opere di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.
La Sala delle Colonne espone il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso che va dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva. Per chi volesse inoltre, sarà possibile consultare su prenotazione altri materiali degli archivi.










