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Chiunque sia nella bollente Milano domani pomeriggio non perda occasione per farsi fare un ritratto su guscio di conchiglia. Diamo i numeri? No, vi diamo l’indirizzo di MOOZ (capovolgimento di ZOOM), contenitore che vi aspetta in via Dante al civico 12 per cinque appuntamenti di shooting di “Organic Photography”, a cura di Ugo Marinelli, fino a ottobre.
Ma cos’è precisamente MOOZ? “Uno sguardo che abbraccia la fotografia – e altre forme espressive – per creare punti di contatto tra generi, elaborare contenuti, incrociare passioni, rivelare il nascosto; un luogo di incontro, virtuale e reale, attraverso il quale elaborare proposte, perché ogni scoperta va diffusa e ogni creazione va condivisa”, si legge nello status di questo nuovo progetto. Che vuole iniziare dalle origini, pensando alla fotografia come “processo naturale”, basato sull’uso di sostanze organiche capaci di catturare la luce e in cui le macchine fotografiche erano semplici scatole di legno con un buco.
E così, sotto questo sole, si torna alla fotografia più che d’antan delle origini e visto che Marinelli ha sperimentato lungamente le varianti della tecnica “pinhole”, usando contenitori naturali come camera oscura – limoni, noci di cocco, arance – stavolta il ritratto organico sarà impresso su una capasanta. Svelando l’intero processo ai nostri occhi. Dalle 10 alle 19, in “un’occasione per proporre uno sguardo capovolto sul mondo dell’immagine che avvicina persone e temi molto distanti”.










