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Non sognatevi partecipazioni italiane, ma d’altronde siamo in Australia e siamo alle presentazioni dell’ottava edizione dell’Asia Pacific Triennial, che si aprirà il prossimo 21 novembre alla Queensland Art Gallery di Brisbane (QAGOMA).
Ottantatre artisti provenienti da trentadue Paesi, focalizzati appunto sull’arte dell’Asia e del Pacifico, attraverso sculture di grandi dimensioni, installazioni immersive, performance interattive, opere d’arte cinetica e, come mancare, una serie di programmi pubblici.
Gli artisti australiani, tra cui sette artisti indigeni, saranno diciassette e sarà la più ampia partecipazione dal continente fino ad oggi.
La selezione, ha spiegato il direttore Chris Saines è stata realizzata nel corso degli ultimi tre anni, con team di curatori che ha viaggiato in tutta l’Asia e il Pacifico. Progetti inediti, realizzati con gli artisti e le comunità locali d’origine per mettere in mostra nuovi sviluppi dell’arte contemporanea.
«Abbiamo lavorato in regioni inesplorate e ora siamo orgogliosi di includere artisti provenienti dalla Mongolia, Nepal e nei paesi dell’Asia centrale tra cui la Repubblica del Kirghizistan, l’Iraq e la Georgia per la prima volta», ha detto Saines. Una bella fucina per chi volesse guardare ad altri orizzonti.










