09 giugno 2015

Lavoro, memoria e territorio. A Pianoro una nuova edizione di “Cuore di pietra”, che inizia con una passeggiata

 

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Sono giovani, e vengono tutti dall’Accademia di Belle Arti di Bologna: Azadeh Ahmadjan, Nicola Albatici (qui sopra un particolare della sua Le quattro stagioni), Rebecca Asplanato, Emma Bardiani, Elena Bevilacqua, Jacopo Bonzagni, Ilenia Cheregali,  Ambra D’atri, Claudia Gangemi, Zhao Yajie,  Heyan Jang, Valentina Masieri, Graziella Mattana, Nathalie Morichi, Simona Palmieri, Nicholas Perra, Emanuela Perpignano, Gabriella Presutto, Cinzia Poli, Zhou Qilin, Alessia Raffaelli, Lucrezia Roncadi, Karin Schmuck, Eleonora Trovato, Martina Vannini, Barbara Varazzani, Wu Xueytin. Sono i protagonisti di una nuova edizione di “Cuore di Pietra”, l’intervento annuale e site specific che coinvolge tutto il piccolo centro di Pianoro, sull’Appennino tosco-emiliano, che quest’anno ha come titolo “Lavoro ad Arte”.
A cura di Mili Romano, anche in questa edizione è proseguita la tessitura di relazioni con i capannoni industriali con la spinta a riavvicinare luoghi distanti e separati, ma stavolta dedicando spazio alla progettazione collettiva fra artisti e allievi; c’è per esempio Mona Lisa Tina, che con i giovani propone La trama delle memorie, una serie di piccole e poetiche azioni performative, che accompagneranno il pubblico fra le installazioni passate e presenti di Cuore di pietra, dal centro alle aree industriali. E poi Andreco (foto di copertina), che insieme ai giovani si è concentrato sul mondo del lavoro e i suoi diritti, attraverso una serie di piccoli dipinti murali sulla Biblioteca Silvio Mucini, ma anche Thierry Weyd, che con un gruppo di studenti ha scelto di lavorare per Pianoro attraverso una pagina facebook in divenire. 
Il miglior modo per scoprire questo paese che sta diventando un’opera d’arte pubblica e “paesaggistica”? Partire venerdì, dalle 16, dal Parco della Pace e arrivare in via dell’Artigiano, attraversando il centro per far propria l’esperienza del flâneur, “del camminatore curioso e pronto all’avventura”, aprendosi agli spazi urbani e naturali con gli occhi ben disposti all’arte. E alle sorprese. 

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