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Di titoli non ne aveva certo bisogno Umberto Eco, ma l’Università di Torino gli ha comunque conferito la laurea honoris causa in “Comunicazione e Culture dei Media dell’Università”, “per aver grandemente arricchito la cultura italiana e internazionale nei campi della filosofia, dell’analisi della società contemporanea e della letteratura, per aver rinnovato profondamente lo studio della comunicazione e la teoria semiotica, per la sintesi originale di teoria, intervento culturale e scrittura letteraria che caratterizza la sua vastissima produzione”, è stata la motivazione.
E il professore non ha perso tempo per una delle sue splendide arringhe, stavolta proprio verso quei “media” dei social network che gli sono valsi il titolo: «I social network danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo qualche bicchiere di vino. Era stata la Tv anni fa ad aver promosso lo scemo del villaggio, rispetto a cui lo spettatore si sentiva superiore. Oggi Internet promuove lo scemo del villaggio a detentore della verità». Subito piovute polemiche, Eco ha anche ricordato che internet ci impone sempre di più l’esercizio di capacità critica, che dovrebbe essere insegnata a scuola per cercare di “filtrare” le informazioni del web. Una capacità che andrebbe insegnata anche a chi si è sentito in diritto di replicare rispetto alle “legioni” di social. Noi, invece, applaudiamo al grande semiologo e scrittore.











la sua analisi dei media artistici non elettronici , poteva anche avere una sua parziale fondatezza,i media elettronici non hanno mai avuto a che fare con la semiologia, ma con l’ontologia….l’elettronico-numerico svela l’essere a più livelli, mcluhan , heidegger, mario costa, sono stati più lucidi ….. riguardo i social network, è evidente che sono lo specchio di una nazione-società di ignoranti abissali,i quali vogliono avere venti minuti di gloria-celebrità come scriveva wharol…. effetto questo di una massa di persone resa anonima desiderosa di esserci, anche lì vi sono però delle eccezioni, piccoli gruppi chiusi-aperti nei quali ci si confronta sulla base di una specifica conoscenza, ma la vera conoscenza passa ancora attraverso i libri cartacei…internet come nuovo mezzo di comunicazione-condivisione di sciocchezze ma anche di conoscenze fondate….