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Un gruppo di attivisti ambientali ha passato 25 ore a scrivere sul pavimento della Turbine Hall della Tate Modern per protestare contro la sponsorizzazione della BP, società del Regno Unito operante nel settore dell’energia, soprattutto del petrolio e del gas naturale. Lo scorso week end i dimostranti di “Liberate Tate” sono entrati nel museo e si sono inginocchiati rifiutandosi di lasciare la struttura anche dopo l’orario di chiusura. Le minacce da parte della sicurezza non sono bastate a fermare la protesta, forte anche del grande appoggio dimostrato dall’opinione pubblica, che ha senz’altro influenzato la reazione della Tate. Gli attivisti hanno così potuto concludere le 25 ore previste per questa performance non autorizzata, consistente nel ricoprire il pavimento della hall con scritte e ammonizioni sui pericoli derivanti dai cambiamenti climatici.
Migliaia di visitatori della Tate hanno inizialmente scambiato la protesta per un lavoro organizzato da qualche galleria, ma quando il museo domenica non ha aperto al pubblico la natura dell’intervento è stata subito chiara. Del resto gli attivisti di Liberate Tate hanno già realizzato 14 “proteste performative” da quando nel 2010 hanno chiesto per la prima volta l’interruzione dei rapporti tra l’istituzione la BP.











Conoscendo gli Inglesi molto bene, se ne fottono di questa scenata, se la BP si ritira dallo sponsor, la tate chiude domani mattina. L’ arte in Inghilterra serve solo come strumento di gloria per la nazione, punto. Gli Inglesi se ne fottono dell’ arte , a tal punto che se a un inglese gli mostri un pene di plastica e la torre di pisa, ti direbbe che entrambe sono opere d’ arte. A loro piace l’ arte concettuale che spiega tutto e, appunto niente. Gli inglesi sono mangiacipolle intelligenti e sono cinici abbastanza da difendere la BP, come hanno difeso i ricchi deportando oltre 100.000 cittadini poveri fuori da Londra negli ultimi 4 anni. Boicottate la TATE ma evitate di perdere tempo rompendo i cojjoni con queste stronzate inutili. peace