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Da quando è stato lanciato nel 2000 dal direttore Julia Peyton-Jones, il Serpentine Pavilion è diventato quasi immediatamente un’icona di sperimentazione su cui si sono avvicendati, solo per dirne alcuni, Peter Zumthor, 2011; Frank Gehry, 2008; Rem Koolhaas e Cecil Balmond, Oscar Niemeyer, 2003; Daniel Libeskind con Arup, 2001 e Zaha Hadid, che ha riprogettatò il Padiglione nel 2000.
E oggi, per il 15esimo appuntamento, arrivano gli architetti spagnoli Lucia Cano e José Selgas, sponsorizzati da Goldman Sachs, con una struttura traslucida e plastica, una sorta di corridoio colorato e “segreto”, ispirato alla tube della città inglese: multistrato, dove ogni linea ha un colore diverso, e labirintica. «Siamo orgogliosi di lavorare con Selgascano in questo 15esimo anno di una commissione unica nel mondo occidentale, che continua a mostrare alcuni dei disegni più audaci e innovativi dell’architettura contemporanea a livello internazionale. In linea con la loro reputazione per i disegni allegri e l’uso del colore, il progetto di Selgascano è una struttura-crisalide straordinaria», hanno dichiarato i direttori Peyton-Jones con Hans Ulrich Obrist ha dichiarato.
«Abbiamo riflettuto sui materiali, visto che siamo comunque in un parco. E abbiamo deciso di offrire ai visitatori una “esperienza pura”, mescolandoso luce, trasparenza, ombre, leggerezze, forme, sensibilità, cambiamento, sorpresa, colore e materiali. Abbiamo quindi progettato un padiglione che incorpora tutti questi elementi, e che è immersivo per il pubblico», è stata la versione di Segalscano. Welcome back, Serpentine Pavilion.










