25 giugno 2015

Hermann Nitsch delle polemiche. Anche Vittorio Sgarbi contro la mostra palermitana, e un lavoro “superato”

 

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Sgarbi sta col popolo. E poi non chiedetevi perché il popolo sta con Sgarbi, specialmente quando si tratta di arte contemporanea e qualsiasi individuo si sente autorizzato a guardarvi dall’alto in basso e a farvi la manfrina su cos’è arte e su cosa non lo è. 
L’occasione per un nuovo bagno di nazionalpopolarità arriva da Palermo, dove negli ultimi giorni si sono raccolte oltre 8mila firme per bloccare la mostra dell’azionista viennese Hermann Nitsch ai Cantieri alla Zisa, e dove Sgarbi ha promosso la petizione: «Il lavoro di Hermann Nitsch aveva già poco senso quaranta anni fa, oggi ne ha ancora meno. È superato. Forse sarebbe ora che andasse in pensione. E poi quale sarebbe il collegamento con Palermo? Quale il riscontro per la città? Il popolo fa bene a farsi sentire», ha dichiarato il critico a Repubblica, parlando di una mostra fatta solo per aumentare le quotazioni dell’artista e della “mafia dell’arte”. Poi l’ultima arringa: «Si tratta di un’avanguardia anemica e asfittica [l’Azionismo viennese, n.d.r.] Non è neppure una provocazione fine a se stessa. Ma la cosa più grave è che c’è il rischio di fare passare il messaggio che questa qui è l’arte contemporanea. Non è così». Insomma, non è un classico, non è rivoluzionario, non è contemporaneo, non ha nulla da dire e la verità, ancora una volta, è che se a Palermo sfuggirà questa mostra, la città avrà perso l’ennesima occasione per riprendersi un po’ di spazio in quel “circuito” dell’arte che Sgarbi ogni volta depreca, come un bambino lasciato fuori dai giochi. 

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