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Dopo la caduta del muro era diventato rifugio per artisti, e negli anni aveva consolidato la sua fama oltre che di squat anche di centro per l’arte di strada; al suo interno c’erano studi, si tenevano concerti, feste: un’area viva, a due passi dal KW Institute, sede della Biennale di Berlino. Poi, nel 2012, lo sgombero tra mille polemiche di attivisti e cittadini contro la gentrificazione. Parliamo del Tacheles, a Berlino, la mecca dei graffiti come lo era il 5Pointz di New York e il milanesissimo Leoncavallo.
Ora i nuovi proprietari del vecchio magazzino (oltre 23mila metri quadrati) hanno affidato il remake allo studio di architettura Herzog & de Meuron, che ha sede a Basilea e che non ha di certo bisogno di presentazioni, visto che ha realizzato non solo ha ridefinito i padiglioni della fiera della città svizzera, ma anche la Tate Modern di Londra, solo per citare due commissioni. Secondo quanto riportato dai media tedeschi e svizzeri, il Tacheles diventerà un distretto culturale, ma anche un’area residenziale con annessi uffici. Un portavoce degli architetti ha confermato la partecipazione dello studio del progetto, ma non ha rivelato ulteriori dettagli. Intanto Berlino, sotto i colpi della gentrificazione, continua a cambiare volto.










