29 giugno 2015

L’industria e le sue immagini, in una nuova edizione di una biennale molto speciale. Al Mast di Bologna, e non solo

 

di

Presentata negli spazi di Corso Como 10, a Milano, la seconda edizione della Biennale “Foto/Industria”, promossa dalla Fondazione MAST di Bologna e dedicata al lavoro e all’impresa, curata da Françoise Hébel (nella foto di home page un momento della conferenza).
La parola chiave, quest’anno, sarà “Produrre” nella sua più vasta declinazione, e occuperà qualcosa come 14 mostre tutte nel capoluogo emiliano da 2 ottobre prossimo, in 12 location differenti e comprensive della Fondazione e di Villa delle Rose. 
«Si tratta di un progetto che racconta un territorio con lo spirito (non per immagini, visto che si tratta di artisti da ogni nazione), in una città che sta vivendo un grande fermento, sia turisticamente che culturalmente parlando. Bologna, subito dopo Milano, è la città italiana che attualmente vede affermarsi una ottima collaborazione tra pubblico e privato e dove la cittadinanza, continuamente attraversata da un flusso demografico e da migliaia di studenti, si è dimostrata attenta all’arte», ha dichiarato l’Assessore Matteo Lepore.
In scena David LaChapelle (foto sopra, dalla serie Landscape), Hong Hao, Edward Burtinsky, Wiston Link (grazie alla collezione di Robert Mann), Luca Campigotto, Gianni Berengo Gardin, che avrà circa settanta fotografie in mostra, Kathy Ryan e Pierre Gonnord, tra gli altri, divisi per i seguenti temi: Produzione, Post-produzione, produttori, Pausa, Prodotti: spiegati in maniera approfondita da Hébel, copriranno una produzione che va dai primi del 900 alle immagini con IPhone e instagram di Kathy Ryan, appunto.
Tra i vari ringraziamenti del curatore non poteva mancare, ovviamente, quello all’ideatrice che ha permesso tutto questo: l’imprenditrice Isabella Seràgnoli, che con la sua visione ha permesso la nascita di MAST e la messa in luce della fotografia come reportage del mondo del lavoro, spesso offuscata dall’idea che fosse meno importante della foto d’autore. 
«Doveva essere un evento di lancio del MAST [la Biennale “Foto/Industria”, n.d.r.], e invece è diventata una manifestazione che proseguirà anche nei prossimi anni, per indagare in maniera approfondita e storica un rapporto “documentario” che esiste ormai da almeno un secolo», ricorda Hébel, facendo presente anche a quello che sarà un grande lavori di allestimento, dove le immagini saranno in dialogo continuo con i luoghi ospitanti. 
Ma non è finita perché proprio al MAST, oltre alla Biennale, vi saranno anche altre due mostre, curate da Urs Stahel: la prima dedicata ai volumi della collezione Savina Palmieri, 100 libri per tracciare il percorso della foto relazionata al lavoro nell’ultimo secolo, e “Gd4photoart”, premio dedicato alle esperienze sul tema di quattro giovani fotografi: Marc Roig Blesa, Raphael Dellaporta, Madhuban Mitra e Manas Batthacharya e Óscar Mónzon: una competizione i cui temi sono legati all’influenza dell’industria sull’architettura, anche sociale, del mondo contemporaneo. Appuntamento dal 2 ottobre all’1 novembre prossimi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui