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277 sì, 173 no e 4 astenuti: risultato? Il ddl sulla riforma della scuola è legge, con il PD che si è spaccato ancora una volta e Pierluigi Bersani e Roberto Speranza che non hanno partecipato al voto.
Per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini è un “atto iniziale” che porterà la scuola, già dall’inizio del prossimo anno scolastico, a sbarazzarsi della “supplentite”. Già, perché oltre alla reintroduzione della storia dell’arte (che di certo non tange particolarmente molte categorie, se non i docenti interessati e pochi altri), sul piatto la novità più grossa è quella che riguarda le assunzioni di 100mila precari: “un’operazione straordinaria”, secondo il punto di vista della Giannini ma che non è piaciuta a Lega, che ha alzato in aula (ridicolissimi) cartelli che riportavano la scritta “Giù le mani dai bambini”, mentre i deputati di M5S hanno invece letto, in coro e in piedi, i tre articoli 3, 33 e 34 della Costituzione dedicati alla Scuola ed alla ricerca. E anche Sinistra Ecologia e Libertà ha dato sfoggio del suo sapere, esponendo la parola “OXI”, che in greco è il grande “No” alle “riforme” che ha vinto la scorsa domenica. Come si evolveranno le cose, sotto questo punto di vista? In questo caso viene da dire “rimandati a settembre”. Vedremo.










