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In queste ultime edizioni è stata un po’ il fiore all’occhiello di ArtVerona: parliamo della sezione “Raw zone”, l’area essenziale negli allestimenti, inedita nei contenuti, e che quest’anno passa ad accogliere da 10 a 12 gallerie, ponendosi così come il cuore vivo e più contemporaneo della manifestazione.
«Con questa sezione si intende radicalizzare l’obiettivo primario di ArtVerona|Art Project Fair volto alla sperimentazione tout-court, attraverso progetti monografici espressamente realizzati e con un’attenzione verso realtà italiane dinamiche anche al di fuori dei confini nazionali», spiega il direttore artistico, Andrea Bruciati. E infatti, quest’anno, oltre a Cart Contemporary Art, Monza; Doppelgaenger, Bari; Galleria Fuoricampo, Siena; RizzutoGallery, Palermo; Van Der Contemporary Art Gallery, Torino e Villa Contemporanea, Monza – si aggiungeranno amt project, da Bratislava; Analix Forever, Ginevra; AplusB, Brescia; Galleria Arrivada, Milano; Traffic Gallery, Bergamo; Z2o Gallery – Sara Zanin, Roma.
Ma oltre ai galleristi, ci sono i protagonisti: Petra Feriancova (Bratislava, 1977) eJoanna Malinowska (Gdynia, 1972), protagoniste alla Biennale di Venezia, e i giovani Jacopo Candotti (Bolzano, 1982), Mirko Canesi (Milano, 1981), Anna Gramaccia (Perugia, 1980), Francesca Longhini (Brescia, 1985), Davide Mancini Zanchi(Urbino, 1986), Vittorio Mortarotti & Anush Hamezhian (Savigliano, Cuneo, 1982 – Padova, 1980), João Freitas e anche Ekaterina Panikanova (San Pietroburgo, 1975), Sten & Lex (Roma, 1982 – Taranto, 1982) e Cosimo Terlizzi (Bitonto, 1973). Un’altra dimostrazione della volontà di crescere, non solo a livello di pubblico ma anche di un nuovo, attento, collezionismo che punti specialmente sui giovani.










