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Lo hanno colpito alla testa, con una pistola non letale, in quello che sembrerebbe un vero e proprio atto dimostrativo. Parliamo di un altro caso che in questi giorni sta scuotendo il mondo della cultura russa, e non solo, la cui vittima – Sergei Ustinov – è il fondatore e direttore del Museo di storia ebraica in Russia, nella Capitale.
Attualmente ricoverato, l’aggressione è avvenuta due giorni fa, fuori dall’edificio che ospita il museo.
Ustinov, ex giornalista e autore di romanzi gialli popolari è anche un uomo d’affari che si occupa di immobili, mentre l’edificio del centro ospita il museo dal 2011.
Sul chi va là ora il Congresso ebraico russo, di cui Ustinov è membro, che ha esortato il ministro degli Affari Interni, Vladimir Kolokoltsev, a prestare particolare attenzione al caso, spiegando che “il carattere dimostrativo dell’attacco e la sua vicinanza al Museo ebraico, potrebbe puntare a un carattere nazionalista dell’aggressione”.
Forse non un vero e proprio attacco al museo, che ospita 4mila oggetti che raccontano la storia della vita ebraica nell’impero russo, ma una vera e propria rivendicazione antisemita, colpendo uno dei massimi simboli del potere culturale, e non solo.










