20 luglio 2015

Storytelling di una città. A Siena arriva “La divina bellezza” tridimensionale, sulle mura del Duomo. Cercando un nuovo turismo

 

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Un po’ arte pubblica, un po’ cinema, ma in entrambi i casi un gigantesco “cartellone” dall’identità architettonica ben precisa: la facciata del Duomo di Siena. Sarà infatti il muro il “telo” per la proiezione, da giovedì al prossimo 30 settembre, de La divina bellezza, 800 metri quadrati di proiezione, con musiche originali e 6 milioni di pixel per ogni immagine, per far rivivere al pubblico nelle sere estive la storia di una delle città più amate. 
In 5 atti si permetterà di ripercorrere la storia di un luogo unico al mondo, di conoscere la storia del Duomo e del Duomo Nuovo, in una spettacolarizzazione dell’arte per trasmettere valori, messaggi e rievocazioni storiche e accompagnandosi a una tendenza a livello mondiale: quella di far (ri)vivere i monumenti, come accade anche a Milano sulla facciata di Palazzo Reale, diventata “cinema” per la storia degli Sforza.
Un progetto che, dalle parole del sindaco Bruno Valentini, «Costituisce una preziosa occasione per valorizzare e comunicare Siena e i sui capolavori. L’evento serale dell’estate senese potrà, inoltre, contribuire positivamente all’economia del territorio, in termini di aumento della permanenza in città dei visitatori anche nelle fasce orarie notturne, con la relativa fruizione dei servizi alberghieri, di ristorazione e commerciali».
L’operazione, congiunta tra Comune e Opera della Metropolitana di Siena, in collaborazione con Filmmaster Events e Opera Gruppo Civita che oggi fanno parte di IEN – Italian Entertainment Network, secondo Alfredo Accatino, Direttore Creativo di Filmmaster Events, che è anche l’ideatore de La divina bellezza, «è un progetto di respiro internazionale, che permetterà di rendere visibile l’invisibile e di rivivere non solo la storia di Siena e del Duomo, ma lo spirito e l’anima di una intera città. Per fare questo ho voluto coinvolgere il meglio della tecnologia immersiva a livello internazionale. Ritengo che questo progetto possa rappresentare il futuro per la valorizzazione dei nostri beni culturali. Mai in Italia era stata proposta un’installazione permanente». E che se davvero funzionasse, ribadiamo noi, sarebbe un modello replicabile. Nell’attesa aspettiamo di vedere l’effetto da queste parti.

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