Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Arte civica, guerrilla marketing, sei artisti, e una città: Arezzo. Ecco arrivare, anche da queste parti, in occasione di Icastica “I Street”, manifestazione che porterà nel capoluogo toscano da domani, per nove giorni, sei graffitisti che lavoreranno nel tessuto cittadino, su facciate di palazzi che verranno recuperate con il colore, in maniera permanente.
I complici di questa nuova operazione a base di bomboletta? I romani di 999 Contemporary, di cui spesso abbiamo parlato, in ultimo per le esperienze “urban” a Tor Marancia.
«Particolarità di “I Street”, unico linguaggio permanente in ICASTICA 2015, è la consapevolezza che tale alfabeto visivo è mutato in trent’anni da brutto a bello, perché da cattivo a buono! L’arte di strada diviene da illegale a civica: la più alta forma di recupero di zone cittadine degradate. L’estetica viene in soccorso all’arte; ciò che prima sporcava la città, ora la ripulisce, la risana. Adesso quest’arte è morale, libera dai limiti fisici degli spazi chiusi e da quelli temporali della kermesse», spiega il direttore artistico, Fabio Migliorati.
Chi saranno gli “attori” in scena per rivitalizzare la città? Per esempio Brad Downey, con le sue tematiche sociali; Eron, eletto miglior street artist italiano, conosciuto per l’insolito progetto di dipingere una chiesa, smentendo l’idea che questo tipo di arte è lontana dal sacro o dalla moralità; Moneyless, con la sua poetica d’impiego di materiali a basso costo; Seth, globepainter di origine francese che mette nero su bianco la diversità delle popolazioni dei Paesi che ha visitato e, infine, i celeberrimi Sten & Lex, artisti italiani di cui spesso ci siamo occupati, e che operano rivestendo facciate di palazzi con volti e astratto in bianco e nero, ad alternare denuncia sociale, esaltazione di personaggi, caos linguistico. Pronti per il risultato finale e una nuova “mappa” del contemporaneo di Arezzo?










