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L’International Council of Museums, associazione non governativa associata all’UNESCO, si schiera nettamente a favore della riforma del sistema museale italiano realizzata da Dario Franceschini, riguardo alla selezione pubblica dei direttori dei musei statali ad autonomia speciale. L’Icom, che è anche organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, ha stilato 12 punti pro riforma, sottolineando l’anomalia che aveva da sempre caratterizzato il nostro sistema ed elogiando la scelta di selezionare i direttori ad locum, chiamati quindi a svolgere una funzione specifica e non una generica posizione gerarchica apicale. Secondo l’organizzazione le designazioni sono avvenute nel migliore dei modi possibile, vista la situazione italiana era impensabile evitare di selezionare tutti i nomi contestualmente e allo stesso tempo non avrebbe avuto senso non partire dal vertice. Il metodo di selezione inoltre è stato aperto a tutti (non riservato ai soli dipendenti) e ha coinvolto anche altri paesi, elemento essenziale per introdurre nel sistema un elemento di confronto. Anche il fatto che il bando riservasse al ministro la possibilità di partecipare alla scelta finale è ben visto dall’Icom, che vede in questa scelta un’assunzione di responsabilità.
Una bella conferma per Franceschini, che dopo le tante critiche vede finalmente appoggiare la sua riforma. Martedì 15 settembre i 20 nuovi direttori saranno presentati al Mibact, ora non ci resta che scoprire i programmi di mandato, che saranno presto resi pubblici.












