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Il finanziamento sarebbe arrivato in larga parte dal governo olandese e il direttore del Louvre Jean-Luc Martinez nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere in contatto con il suo collega Wim Pijbes del Rijksmuseum di Amsterdam per cercare di accaparrarsi due splendidi e rari Rembrandt di proprietà del magnate francese Eric de Rothschild.
I due musei, infatti, avrebbero acquistato congiuntamente – ma è proprio questo che ancora resta avvolto nel mistero – i due dipinti del 1634 che raffigurano Oopjen Coppit e il marito Marten Soolmans.
Il prezzo? Un affare da 80 milioni di euro a dipinto, ma la cifra è molto più simbolica: si tratterebbe, infatti, di far restare in Europa i due capolavori che invece potrebbero finire nelle mani di un non ben definito “stato del petrolio” mediorientale.
Un modo originale e mai sperimentato prima per tenersi stretti due tesori, dopo che i Rothschild nel 2013 avevano chiesto al Louvre una licenza per l’esportazione delle opere. Da qui il campanello d’allarme: secondo la legge francese, infatti, lo stato può bloccare l’esportazione di opere d’arte considerate appunto “tesori nazionali” per 30 mesi, per consentire a un ente pubblico di poterli acquisire al prezzo di mercato. A che punto siamo? Per ora pare che dal museo olandese la risposta sia stata quella di essere di fronte a “un’operazione complicata a livello finanziario”, mentre il Louvre tiene la bocca cucita. Aggiornamenti in corso.












