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Proprio in questi giorni una serie di giovani artisti, con la mostra diffusa “PanoRama”, la stanno in qualche modo omaggiando, come testimoni “inconsapevoli” dei suoi insegnamenti e della sua poetica (potete leggere l’intervista alla curatrice Olga Gambari, qui: www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=47011&IDCategoria=204)
Oggi, invece, la grande madrina di queste ispirazioni, Carol Rama, scompare, lasciando un vuoto profondo nel mondo dell’arte italiana e non solo, che perde una delle sue protagoniste più originali e intense.
97 anni, come il suo alter ego franco-americano Louise Bourgeois, a sua volta Carol Rama aveva dovuto aspettare l’età adulta per la sua “consacrazione” e passare per le accuse di oscenità degli anni ’40, con quella Appassionata (foto sopra) che ancora brucia a guardarla.
Allieva di Felice Casorati, segnata da una serie di tragiche vicende famigliari, è stata Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia nel 2003 e sotto la direzione di Achille Bonito Oliva, nel 1993, aveva avuto una sala personale.
Amata dal poeta Edoardo Sanguineti, da Corrado Levi, Man Ray, Carlo Mollino e Calvino, non aveva mai avuto limitazioni nella sua arte, passando dal disegno alla pittura, all’installazione e all’accumulo di materiali poveri. Da alcuni anni era sotto tutela, per usare un eufemismo, in realtà interdetta dopo una vicenda poco chiara di scatti nudi, e pare da lei stessa autorizzati, fatti dal fotografo Dino Pedriali.
Refrattaria alle regole, Carol Rama era stata sfuggente alle correnti come un altro grande artista che ci ha lasciato recentemente: Salvo. Ora si aspetteranno gli omaggi. E forse una nuova riscoperta.










