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Dopo gli innumerevoli tavoli della giornata di ieri, tra poche ore il primo (perché magari ce ne saranno altri, chissà…) Forum dell’Arte Contemporanea di Prato porterà in scena al Teatro Metastasio (nella foto sopra) le proprie conclusioni. Ma in realtà nell’aria già si sentono oltre che le idee, le varie “risposte” di relatori e pubblico, e tra chi è più soddisfatto e chi meno c’è un pensiero comune che si registra: Fabio Cavallucci con il suo team ha lanciato una vera e propria bomba nello stagno del contemporaneo italiano. Che cosa sarà in futuro, di tutte queste parole, lo vedremo, ma certo è che si è riusciti ad accentare una vasta parte della comunità dell’arte italiana, che per una volta ha tentato di confrontarsi davvero.
Mettere in discussione il sistema dell’arte, tornando a vedere opere e mostre, costruire comunità temporanee, rendere la “marginalità” dell’Italia terreno fertile, rimettere al centro la trasparenza nei concorsi nonché ritrovare un nuovo entusiasmo, sono solo alcuni dei “sentimenti” rilevati tra le proposte, da parte di quella che Pierluigi Sacco ha definito come «una nuova classe di giovani, preparatissimi, mediatori di cultura».













Cavallucci è stato scaltro ad organizzare il Forum ma non cambierà assolutamente nulla
Ovvio perché mai quelli che hanno prodotto questa situazione ora la criticano, giusto per poterne far parlare mica a cambiarla, troppi cortili da tenere in piedi