29 settembre 2015

Immagina di essere direttore di un museo Amaci, e fai la tua programmazione. Ecco Pietro Ruffo in una nuova tappa di E-straordinario. Che entra al Mudec di Milano

 

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Di musei si parla, e un museo – nuovissimo – fa da capofila per il nuovo esperimento di E-STRAORDINARIO, il workshop di Fondazione Casoli a cura di Marcello Smarrelli, che per la quarta volta torna in collaborazione con il Master in Economia e Management dell’Arte e Beni Culturali de Il Sole 24 Ore. 
Giovedì, guidati da Smarrelli, dall’artista Pietro Ruffo, dal direttore del MADRE Andrea Viliani e dal formatore aziendale Piero Tucci, partner della società di formazione M&D, i partecipanti al contest dovranno sviluppare il loro Pocket Museum, ispirato dai cambiamenti in atto con la riforma del Ministero dei Beni Culturali, con i quali sono stati nominati direttori e soprintendenti per il nuovo corso del MiBACT. 
Nella cornice del Mudec, il museo delle culture di Milano, ai partecipanti sarà assegnato uno dei 26 musei del circuito AMACI, con l’invito a scrivere un proprio statement individuale, come se si candidassero alla direzione del museo a loro assegnato. 
Il tutto condito dall’obbligo di riportare cinque concetti chiave colorati, nel vero senso della parola, per orientare la direzione dell’istituzione, e dall’individuazione di un’immagine che la rappresenti. Per costituire così una “mappa simbolica” che stabilisca possibili relazioni e differenti inclinazioni per un’ipotetica strategia di organizzazione. Provare per credere, e chissà che queste esperienze non possano essere utili ai diretti interessati, ovvero i neo direttori nominati dal Ministero. 
 

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