22 ottobre 2015

Parigi/3. FIAC al via. Pienone sotto le volte del Grand Palais, quest’anno con meno gallerie ma in odore di ottime vendite

 

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Parigi apre le porte del Grand Palais alla 42esima edizione della FIAC, e lo fa con un pienone di collezionisti e appassionati d’arte, perché a quanto pare la fiera parigina riesce ad incentivare come non mai le vendite. Insomma, c’è brama d’arte nell’aria! Ma è solo l’inizio, ed il punto finale è ancora da mettere. 
Fiera di primissimo piano, quest’anno accoglie 171 gallerie di 22 Paesi diversi, al primo posto le francesi, seguite dalle statunitensi, tedesche, inglesi, e 10 italiane, ma anche Brasile, Messico, mentre tra le new entry Canada e Colombia. Contro le 190 gallerie della scorsa edizione, quelle di quest’anno ci hanno guadagnato in spazio e quindi in visibilità. Senza eccessi, ma non castigata, la Fiac 2015 presenta moltissima pittura, qualche installazione e video, e un po’ di ottima fotografia, stuzzicante antipasto in attesa della vicinissima Paris Photo. Ottime le immagini di Lydia Flem Clés sur l’échiquier presso la parigina Françoise Paviot, ma anche la serie in bianco e nero New York Arbor (2012) di Mitch Epstein presso la tedesca Thomas Zander: sempre in bianco e nero bello il ritratto India portrait XV di Jean-Baptiste Huynh presso la francese Galerie Lelong
Lato pittura, interessante la proposta della newyorchese Fergus McCaffrey con una serie di lavori di esponenti del noto movimento d’arte avanguardistico giapponese Gutaï (1954-1972), quali Toshio Yoshida, Atsuko Tanaka, Sadamasa Motonaga e Kazuo Shiraga, che ha esposta una tela del valore di 4 milioni di dollari. 
Tra le poche opere di grandi dimensioni, singolare quella di Michel Majerus Overdose (1997) presso la berlinese Neugerriemschneider, composta da quindici tele di ugual formato: tra pittura e installazione il lavoro che ingloba personaggi noti dell’animazione e della pubblicità. Tra le gallerie italiane, troviamo Alfonso Artico, Kaufmann Repetto, Monitor, Massimo De Carlo, Massimo Minini, Galleria Continua, Giò Marconi, Franco Noero, Zero e Tornabuoni Arte
Parte integrante della fiera il settore Lafayette la cui posta in gioco è sostenere finanziariamente le giovani gallerie internazionali che promuovono artisti emergenti, e come ogni anno si contano 10 gallerie. Grande evento della fiera è il Premio Marcel Duchamp, organizzato dall’ADIAF, Associazione per la diffusione internazionale dell’arte, per mettere in luce la creazione francese con un premio del valore di 35mila euro. Tra i candidati di questa edizione: Davide Balula, Neïl Beloufa, Melik Ohanian e Zineb Sedira. Il vincitore sarà annunciato sabato prossimo. 
Ma durante questo lungo week-end in cui si festeggia l’arte contemporanea in tutte le salse, troviamo lungo gli Champs Elysées fiere come Art Elysées che nei suoi tre padiglioni effimeri accoglie 80 gallerie, mentre sull’altro lato del marciapiede un altro padiglione accoglie il neo Salone d’Arte Urbana, l’Ottava Avenue
Ma non è tutto! È di ritorno Cutlog che approda nel romantico quartiere di Saint-Germain-des-Prés, mentre Slick, che arriva alla sua decima edizione, è sita sul lungosenna, a qualche passo della Fiac. Da non perdere la giovane Yia Art Fair, che arriva alla sua quinta edizione, ed accoglie quest’anno, presso la Halle du Carreau du Temple nel cuore del Marais, 65 gallerie da 16 Paesi diversi. E per gli infaticabili c’è ancora la possibilità di visitare, ma fino a oggi, la Asian Now presso lo spazio Pierre Cardin che accoglie una ventina di gallerie. Mentre fino al 25 ottobre, data di chiusura ufficiale della Fiac e della settimana artistica parigina, si può fare un salto alla Place Vendôme che accoglie l’artista Dan Graham e due sue nuove Sculptures/Pavillons. (livia de leoni)

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