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«Come alcuni di voi sapranno, faccio parte quest’anno del gruppo del Curatorial Programme del de Appel Arts Centre. Dopo un paio di settimane dall’inizio del programma Lorenzo Benedetti è stato sospeso dal suo incarico di direttore, per motivi che ad oggi non sono ancora stati chiariti. Ne è scaturito un crescendo di polemiche, che ha visto petizioni e lettere pubbliche da parte di tutta la comunità dell’arte olandese e internazionale. In questo contesto di grande tensione, noi 6 partecipanti al programma nell’anno 2015-2016 abbiamo deciso di organizzare in tempi rapidissimi una discussione pubblica legata a quello che – ironicamente – c’era stato assegnato come case-study di quest’anno: “How institutions think”».
Con queste parole Alessandra Troncone, membro del Curatorial Programme del de Appel Arts Centre,dice la sua sull’ ”affaire” Benedetti e allo stesso tempo lancia l’incontro pilota “Institution – Between Body and Machine or Art and Management” in programma domani nella capitale olandese. L’evento si propone di arricchire il dibattito intorno al linguaggio istituzionale e alle sue conseguenze sulla fruizione della cultura e sulla sua gestione, sfruttando la coincidenza tra il case study di quest’anno e la questione intorno all’allontanamento di Benedetti. Ad animare il tavolo saranno Nico Feragnoli (1646, L’Aja) , Huib Haye van der Werf (Jan Van Eyck, Maastricht) e Aria Hlavajova (BAK, basis voor actuele kunst, Utrecht), che porteranno le loro esperienze e ne discuteranno con alcuni membri del Curatorial Programme e con il pubblico del De PUNT di Amsterdam. Gli ospiti getterano le basi per una riflessione sui cambiamenti in atto nelle istituzioni culturali – dovuti soprattutto a minori fondi a disposizione- e sul modo in cui queste istituzioni prendono le loro decisioni ed esercitano le loro prerogative. Una riflessione che potrebbe aiutare a rispondere anche agli interrogativi che circondano l’allontanamento di Benedetti.












