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È cominciata bene la Fiac parigina e soprattutto la vicinanza con l’agguerrita concorrente, la londinese Frieze, non le nuoce. Anzi. Per molti aspetti questa kermesse, che anno dopo anno si conferma in crescita, risulta quasi superiore a Frieze, che nell’edizione conclusasi la settimana scorsa non ha particolarmente brillato.
Ottima la presenza delle gallerie, come abbiamo già notato, con una forte presenza di spazi berlinesi o provenienti da New York, come Gladstone e Goodman e con una maggiore presenza delle italiane.
Molto buoni i singoli allestimenti e la proposta delle opere che conferma la forte offerta di pittura accanto però anche alla scultura che negli ultimi anni era minoritaria. Notiamo purtroppo anche qui una scarsa presenza di artisti Italiani, con l’eccezione della galleria Pietro Sparta di Cagny che propone una grande installazione di Mario Merz (foto sopra), Pistoletto presente da Continua e Massimo Minimi che presenta un gruppo di sculture di Spalletti (foto in home page).
Gli italiani scarseggiano anche nella sezione del piano superiore dedicata alle proposte più giovani: sia Zero… che Kaufmann Repetto, che hanno stand molto attraenti, preferiscono concentrarsi su artisti stranieri. Anche questa parte della fiera risulta complessivamente molto interessante e con spazi più grandi e una collocazione meno da riserva indiana come è invece Frieze. Insomma, una promozione a pieni voti, confermata anche dalle opinioni raccolte da collezionisti incontrati come Antonio Dalle Nogare, curatori come Vincenzo de Bellis, Ilaria Marotta e Edoardo Bonaspetti.












