23 ottobre 2015

“Full contact” e “The Propaganda Game”. Ecco i prossimi appuntamenti con la storia contemporanea, alla Festa del Cinema di Roma

 

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Si chiude domani la Festa del Cinema di Roma, un’occasione imperdibile per rilassarsi davanti al grande schermo e insieme farsi un’idea dei cambiamenti in atto nel mondo del cinema. In questi ultimi giorni di proiezioni due i film in concorso assolutamente da non perdere, molto diversi tra loro per stile e struttura ma accomunati dal fatto di essere saldamente legati alla realtà politica di questi ultimi anni. Entrambe le pellicole infatti prendono spunto da realtà geopolitiche ben note e ampiamente dibattute sui media tradizionali, a cui di due registi hanno però cercato di offrire chiavi di lettura diverse da quelle offerte dagli analisti politici. Il primo film, Full contact dell’olandese David Verbeek, è la storia di un pilota di droni implicato nella famosa “lotta al terrorismo” tristemente nota per la sua mancanza di confini chiari, tanto fisici quanto morali. 
Il protagonista infatti, come vuole questa nuova pratica bellica, è alla guida di aerei senza pilota che sganciano bombe in angoli del globo dove non ha mai messo piede, di cui non conosce nulla che vada oltre quello che vede apparire sullo schermo del suo computer e scritto sui rapporti dei suoi superiori. Dopo un incidente in una delle missioni, il protagonista comincia a disconnettersi dal reale e a intrecciare il suo vissuto con le proprie fantasie, in un inestricabile miscuglio di realtà e finzione. “Full contact” è il sesto lungometraggio del regista olandese, diventato famoso per una serie di film molto interessanti realizzati con budget più che modesti. 
Dalla guerra al terrore di Stato: nel documentario The Propaganda Game il regista spagnolo Alvaro Longoria, produttore passato alla macchina da presa, si interroga sulla Corea del Nord e sul ruolo che questa piccola nazione ultra-socialista sta rivestendo negli equilibri geopolitici del pianeta. Il suo interesse è però rivolto in particolare a un connazionale, tale Alejandro Cao de Benòs, unico straniero a lavorare per il Governo nordcoreano con il curioso ruolo di “Delegato Speciale della Commissione per le Relazioni Culturali con l’estero”. Si tratta sostanzialmente di un funzionario incaricato delle informazioni e degli affari tra la Corea del nord e il resto del mondo. Dopo mesi di estenuanti negoziati con le autorità del paese Longoria è finalmente riuscito a entrare in Corea del Nord per intervistare i cittadini e visitare i luoghi più significativi del paese comunista. Il regista ha espressamente dichiarato di non volere dare una lettura di quello che accade nel paese, quanto piuttosto far conoscere al pubblico “una realtà piena di mezze verità e molte bugie, lasciandogli raggiungere la sua conclusione: siamo tutti vittime della propaganda.” Il documentario di Longoria sarà proiettato questa sera in Sala Petrassi alle 22,30 e domani al cinema Alcazar alle 18, mentre Full contact sarà proiettato solo per oggi questa sera all’Alcazar alle 22.30.

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