25 ottobre 2015

Parigi/10. Ecco Paris Internazionale, neo fiera d’arte contemporanea, e Variation Media Art Fair, altre due chicche nella settimana dedicata all’arte contemporanea.

 

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In uno dei quartieri eleganti di Parigi, a due passi dalla place de l’Etoile, in un bel edificio di epoca haussmaniana, nasce Paris Internationale Art Fair (foto in home page). L’iniziativa vede la luce quando alcune gallerie parigine, come Antoine Levi, sembrano si siano viste rifiutare l’accesso all’odierna Fiac. Alcune di loro avevano già partecipato alla grande fiera l’anno passato negli spazi siti al piano superiore del Grand Palais. Reattivi e appassionati hanno deciso di riunirsi per creare una prima edizione con una quarantina di gallerie giovani, internazionali e con progetti originali. Tra queste appunto Antoine Levi che propone, fra l’altro, un lavoro del fotografo italiano Francesco Gennari, presentato  anche lo scorso anno in un solo show alla Fiac. Tra le gallerie interessanti anche la Emmanuel Hervé, la Crèvecœur, e la Praz-Delavallade, che presenta per la prima volta in Francia opere di Ry Rocklen. L’artista statunitense, qui con una serie di lavori dal titolo A Living, è solito lavorare con oggetti di recupero che raccoglie per strada, nelle discariche o depositi che trasforma in sculture dando vita loro una seconda vita più poetica. 
Nel cuore del Marais, presso la Halle des Blancs Manteaux, c’è Variation, Media Art Fair (foto sopra). Fiera dedicata agli artisti dei nuovi media, nata due anni fa da Show-Off, quest’anno qui partecipano una cinquantina di artisti del calibro di Julio Le Parc ma anche emergenti come Patrick Tresset, con un’istallazione robotica ed interattiva in cui delle macchine ritraggono i visitatori che desiderano un ritratto. Tra gli artisti scopriamo anche Juan Le Parc, figlio di Julio, che lavora da qualche tempo con la rappresentazione del corpo umano combinando pratiche artistiche e scientifiche. Tra le opere inoltre una serie di vasi di François Brument, Vase#44 (2008), realizzati grazie ad una programmazione numerica e stampati in 3D. Ma come? Sono realizzati grazie al suono della voce: più il suono sarà lungo, più il vaso sarà alto, più il suono sarà forte e più l’oggetto sarà largo, mentre gli acuti influiranno sulle ondulazioni della materia. (livia de leoni)

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