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Si chiama Xiaoyu Weng, vive a New York, e la sua mostra porta il titolo Soft Crash, ed è stata giudicata dalla giuria composta da Chiara Bertola, Martin Clark , Giacinto Di Pietrantonio e Stefano Raimondi come il miglior progetto che potesse spiegare al meglio uno degli aspetti fondamentali del contemporaneo, ovvero come la tecnologia e la macchina siano stati in grado di influenzare e cambiare l’essere umano, tema dell’ottava edizione del Premio Bonaldi per l’Arte Contemporanea.
“Il curatore ha scelto e selezionato artisti e opere d’arte che approfondiscono con precisione questo tema. Allo stesso tempo, ha presentato un allestimento in grado di trasformare lo Spazio Zero della GAMeC in un ambiente molto suggestivo, coerente e imprevedibile”, ha riportato la giuria.Il progetto sarà realizzato e ospitato alla GAMeC nel 2016.
Ma ci sono altri due nomi nel panorama curatoriale del futuro, che escono proprio dal week end del simposio “Qui Enter Atlas. Simposio Internazionale di Curatori Emergenti,”, di cui vi avevamo raccontato e che ha coinvolto venti giovani provenienti da corsi in pratiche curatoriali confrontarsi con i selezionati del Premio Bonaldi.
A vincere sono stati i progetti di Lucrezia Calabrò Visconti e di Elena Cardin, che saranno realizzati tra il 2016 e 2017. La prima, proveniente dalla scuola CAMPO – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, porterà Dear Betty: Run Fast; Bite Hard! Trasformando lo spazio Caleidoscopio partendo da La Cara Betty di Umberto Boccioni (1909), opera appartenente alla collezione permanente di GAMeC; Cardin, selezionata dalla scuola curatoriale A Plus A, Venezia, a Bergamo allestirà Deus sive Natura, dove un gruppo di giovani artisti saranno in dialogo con l’opera della collezione T1964-R9 di Hans Hartung (1964). Complimenti, e aspetteremo i primi risultati di questi astri nascenti.










