Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Negli ultimi anni è stata in residenza negli Stati Uniti, Corea del Sud, Turchia, Bulgaria, Francia e Italia. Nella Capitale turca, oggi nella collezione del MAXXI, aveva realizzato grazie ad AlbumArte il progetto Istanbul City Hills – On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation, grande installazione che racconta dei cambiamenti della città turca, della sua gentrificazione e “dispersione”.
Parliamo di Margherita Moscardini, 1981, che stasera sarà a Milano per raccontare e raccontarsi allo studio legale NCTM di via Agnello, altra realtà d’avvocatura milanese legatissima all’arte che, da diverse edizioni, promuove anche una borsa di studio che, alla fine dello scorso anno aveva vinto proprio Moscardini, andando per tre mesi a Seoul ospite del MMCA, National Museum of Contemporary Art della città, sponsorizzazione che le ha permesso di continuare la ricerca per il progetto Once they came, and they cut and stolen the tops of our mountains, che ha preso avvio dalla forte impressione dettata nell’artista dallo skyline di Seoul (nella foto), dove le montagne sono simbolo quotidiano anche pittorico, mentre l’aspetto antropologico del progetto è costituito nell’indagine degli “apartment buildings” e la loro modalità di acquisto e diffusione tramite le model houses; un sistema che ha profondamente condizionato non solo il paesaggio urbano di Seoul, ma le speranze, i comportamenti e la crescita economica di un intero paese.
Free entry, dalle 18.30: per conoscere una geografia lontana, tramite un’artista “vicina”.












