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Avete presente Tinder, la chat per incontri online per smartphone, versione eterosessuale di Grindr?
Che abbia creato un “mercato umano” è fuori discussione, così come abbia contribuito a ridefinire -bene o male lo vedremo, ma certamente in maniera più superficiale- l’idea dell’amore, l’atto del sesso, il pensiero romantico. Tutto a portata di click, e di un chilometraggio in chiaro, e uno “slogan” personale come presentazione.
Ma come si sarebbero comportati alcuni degli artisti contemporanei se avessero avuto un profilo sull’applicazione? Artnet, in un geniale colpo di immaginazione, ci ha provato, creando una serie di profili che sono uno spasso, e decisamente da bollino rosso!
Robert Mapplethorpe, Frida Kahlo, Georg Baselitz, Jean-Michel Basquiat e tanti altri sono stati tirati per la giacchetta. Quale potrebbe essere l’ “about me” di Tracey Emin? Per esempio: “Un sacco di persone della mia età sono sfinite. Io sono l’opposto. Un sacco di uomini raggiungono i picchi della loro carriera nei 40 anni. Ma le donne vanno avanti: è sempre sesso, ma mentre gli uomini hanno una grande eiaculazione, le donne continuano a venire”.
Oppure c’è Yayoi Kusama: “Con un solo pois, niente [orgasmo] può essere raggiunto”; o ancora Jeff Koons: “Se penso a parole di bellezza, penso alla parola vagina…o il culo”. Volgari, improbabili, ma un po’ geniali: news.artnet.com/people/artists-tinder-profiles-358241












