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Ultime ore per I costruttori del vetro #2. Sparkling like pyramids presso lo Spazio Assab One a Milano, ex stamperia che da tempo è utilizzata come luogo di allestimento per progetti artistico-curatoriali. La mostra è curata da Daniele Maffeis, dal percorso formativo particolare – affianca la laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia al diploma di Pittura presso l’Accademia Carrara di Belle Arti – che crea questo progetto con l’aiuto di uno dei maggiori studiosi dell’opera di Paul Scheerbart: Takashi Sagishi.
Quest’ultimo raccoglie una serie di racconti controversi dell’autore, poi pubblicati in Apocalisse archiettetonica II e altri racconti indebiti di Paul Scheerbart (Kunstverein Publishing, Milano 2015, €5,50) in cui troviamo anche Maffeis, che riscrive – ecco perché il termine “indebito”, un’unione tra inedito e in debito – in cui reinterpreta le Mertamorfosi del poeta palazzo. La mostra parte proprio da questo: Scheerbart era convinto che l’architettura avesse la possibilità e in un qualche modo il dovere morale di rinnovare la civiltà umana; perché questo avvenisse era necessario che le sudice costruzioni in mattone venissero sostituite dalla luminosità del vetro architettonico.
Maffeis parte da questo, per poi creare un gioco di riferimenti sulle riflessioni tra l’espressionismo architettonico del primo Novecento e l’architettura che ci circonda oggigiorno. Facendo un chiaro riferimento sulle modifiche avvenute su Milano, in particolare sul fenomeno della gentrification che ha subito il quartiere Isola, l’artista pone molte domande, le cui risposte scaturiscono dalle riflessioni che ognuno è disposto a fare. All’interno dello spazio sono visibili dei rendering 3D, disegni, un modellino di plexiglass, una video-proiezione, tavoli scultura con frammenti testuali e fotografici in un continuo rimando tra passato, futuro, reale e immaginifico. (Micol Balaban)












