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In questo periodo dell’anno la mia professione mi ha riportato a Parigi, in occasione di Paris Photo.
Mai avrei potevo immaginare di vivere in prima persona l’esperienza traumatica di quanto accaduto nelle ultime ore nella Capitale francese, dove sarebbero rimasti feriti anche due ragazzi italiani, mentre una ragazza, sempre italiana di nome Valeria, risulterebbe ancora “irrintracciabile”.
Proprio ieri sera sono stato in compagnia di amici italiani e francesi a Le Petit Cambodge in Rue Alibert, nel 10° Arrondissement, per un aperitivo. Dopo aver bevuto una birra abbiamo deciso di spostarci poco lontano e ce ne siamo andati, miracolosamente mezz’ora prima che scoppiasse un vero atto di guerra, uno dei sei attentati che hanno sconvolto Parigi. Incredulo e terrorizzato ci siamo riparati a casa della compagna dell’amico Florian – non potendo raggiungere il mio appartamento proprio tra il Carillon e il Cambodge – perché la polizia aveva precluso la possibilità di spostamento nelle zone colpite. Sarebbe ancora oltremodo pericoloso spostarsi, considerando che è in atto una vera e propria caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine impegnate a trovare i terroristi riusciti a fuggire.
In queste lunghe ore nella Ville Lumière, dolore paura e rabbia sono palpabili. Invio questo mio servizio fotografico alla redazione di Exibart senza aggiungere parole di commento alle immagini realizzate per le strade di una città confusa e incredula, davanti a tanta assurda violenza. (Amedeo Abello)
Per tutte le immagini courtesy e copyright: Amedeo Abello
























