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Dopo un pellegrinaggio in alcuni dei musei più prestigiosi al mondo, tra cui il Musèe Maillol parigino e il Guggenheim di New York, il Bambin Gesù delle mani del Pinturicchio torna in Italia per una mostra al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo. L’opera, rimasta nascosta per quasi 500 anni, venne scovata in una collezione privata dalla Fondazione Guglielmo Giordano che l’acquistò e la conservò nella sua sede di Perugia prima di farla uscire dal nostro paese per promuoverne la diffusione e la conoscenza anche all’estero. Secondo il vicepresidente della fondazione Andrea Margaritelli, “un capolavoro del genere va condiviso e salvaguardato, e anche i privati possono dare un enorme contributo”, ribadendo il ruolo dell’istituzione perugina come punto di riferimento del mecenatismo culturale in Italia. Il dipinto è reso celebre soprattutto da un mistero circa la sua genesi, legata a filo doppio alla storia di uno dei papi più chiacchierati della storia , Alessandro VI Borgia (1431-1503). Il pontefice fu il committente dell’opera di Pinturicchio, che secondo alcuni è la testimonianza “artistica” di una relazione proibita ma ben nota all’epoca: nel dipinto era raffigurata infatti l’adorazione della Madonna con Bambino da parte del Papa, sebbene resoconti dell’epoca – tra cui quella del Vasari – sembrano confermare che il volto di Maria non è nient’altro che il ritratto della bellissima Giulia Farnese, amante di Alessandro VI nonché madre di un figlio a lui attribuito. L’opera , gioiello del Rinascimento umbro, fu oggetto di numerosi avvistamenti a partire dagli inizi del novecento, finché nel 2004 fu intercettata nel circuito antiquario e acquistata dalla Fondazione Guglielmo Giordano. Il Bambin Gesù delle mani sarà visibile fino al 31 gennaio 2016 al Museo Mario Rimoldi di Cortina, un’occasione per ammirare un’opera misteriosa prima che riparte per essere esposta in giro per il mondo.



















