04 dicembre 2015

Qui Miami/8. Il progetto è servito a un passo da Art Basel. Ecco Design Miami, in una carrellata tra complementi decisamente d’autore, anche nei prezzi

 

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Stanchi di camminare con gli occhi puntati alle pareti nelle innumerevoli fiere che accompagnano la settimana di Art Basel? Vi basterà attraversare la strada, ed entrare ad una nuova edizione di Design Miami, per sentirvi un po’ rinfrancati. 
Una fiera ariosa, dove l’ottimo design (senza alcun filo conduttore, si passa dai tappeti agli orologi, dal Giappone alle produzioni degli anni Cinquanta) si mischia con stravaganze funzionali.
Bellissima, per esempio, la poltrona-squalo interamente di pelle e sospesa a mezz’aria, firmata da Porky Hefer della galleria sudafricana Souther Guild. Come sia sedersi nella bocca del grande pesce non lo sappiamo, perché è vietato provare i complementi, ma il prezzo forse vi farà un po’ più effetto: 83mila dollari. 
Alla Galleria Colombari si punta invece sui grandi italiani, con Giò Ponti, Mollino, Branzi e Pomodoro, tra gli altri, mentre la brasiliana Firma Casa, di San Paolo, presenta la nuova collezione dei fratelli Campana, intitolata Cangaco Collection: quelli che sono vecchi componenti Thonet diventano nuovi oggetti coloratissimi, sedute e specchi dalle cornici estrose, tavolini che sono veri e propri “quadri” intagliati. 
Lo stand migliore, comunque, va agli italiani di Secondome, Roma, che sotto la curatela di Maria Cristina Didero presentano tutti i pezzi unici della nuova produzione di Alberto Biagetti e Laura Baldassari, Body Building.
Non solo: si tratta anche dello stand più fotografato, e d’altronde è comprensibile visto che l’originalità qui è decisamente alta, con un tavolino di vetro rosa sostenuto da pesi (60mila euro) per esempio, o con un sacco da boxe rivestito di tessuti dorati. Per una palestra decisamente artsy. 
Dulcis in fundo una bella installazione dal nome italiano: All’ombra della luce, firmata dalla giapponese Ritsue Mishima che quest’anno è stata selezionata dall’etichetta di champagne Perrier-Jouët per una nuova partnership per promuovere il prodotto. D’altronde si è qui per questo, no? 

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