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Lo spazio di Rossana Orlandi a Milano è straordinario e si sa, ma un po’ straordinari lo sono anche G+G che non sono Gilbert & George ma come loro si mettono in gioco senza paura. Sicuramente sono sereni nel loro fare arte perché è un fare intelligente e giocoso. Nei loro lavori mancano i fronzoli intellettuali che troppo spesso ammorbano l’aria, non è necessario leggere una più o meno esaustiva didascalia per comprendere la loro opera. Parla da sola, pura e semplice, il che non è poco. Ulteriore nota di merito: G+G non sono giovani artisti ma grazie a Dio, conservano lo spirito di ragazzi irriverenti.
Certo, prendersi gioco dei maestri potrebbe apparire un gesto dissacratorio ma quel che salta all’occhio è piuttosto un appassionato e rispettoso amore per l’arte urlato a bassa voce. Le opere, rinchiuse in raffinate teche trasparenti, mostrano creature dei fumetti che si misurano con opere d’arte consacrate sentendosi all’altezza del compito; l’Uomo Ragno sa che può scalare la colonna infinita di Costantin Brancusi, è sicuro di farcela e anche noi, ora che lo vediamo; così come Homer Simpson sappiamo essere in grado di tagliare una tela. E quale concetto è più spaziale di un Simpson che con una spada crea un Fontana? (Lucrezia Desmè)
Nella foto sopra: Costantin Brancusi e l’uomo ragno, 2014, 30x23x10cm, plexiglass, ferro, gomma. foto Tatiana Uzlova



















