Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Il vero nome era Mariuccia Mandelli, ma Krizia (mutuato dal Dialogo Incompiuto di Platone) le era stato molto più congeniale. E non a caso aveva scalato le classifiche della moda mondiale, e si era anche guadagnata l’appellativo di “Crazy Krizia” dalla stampa americana, grazie alle sue linee essenziali ma realizzate con materiali inconsueti e innovativi.
Ecco, in brevissimo, chi era una delle più note signore dello stile italiano, nata a Bergamo nel gennaio 1925, e scomparsa poche ore fa nella sua casa di Milano a causa di un malore improvviso.
Aveva iniziato con un rifiuto: quello di una cattedra come insegnante elementare, per aprire un laboratorio a Milano con Flora Dolci. L’esplosione arriva nel 1971, con una infornata di short vertiginosi, in controtendenza rispetto alle gonne lunghe dell’epoca, e la gomma e il sughero come elementi usuali delle sue creazioni, fino all’avventura nei profumi – iniziata nel 1978 – e la disavventura (con assoluzione piena) con Mani Pulite, indagata per aver pagato tangenti.
Un’onda cavalcata fino allo scorso anno, quando la sua società fu ceduta al gruppo cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion, che ha anche diffuso la notizia del lutto.
«Ha contribuito a far conoscere la bellezza e l’eleganza dello stile italiano e milanese in tutto il mondo», è stato il ricordo del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, proprio oggi che ha consegnato gli annuali Ambrogini, il riconoscimento per chi ha reso grande Milano. Addio, grande pantera della moda.



















