Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
A Milano c’è un’area che, siamo certi, sarà la prossima a divenire decisamente interessante per il suo fermento. Siamo a NoLo, acronimo newyorchese che nella metropoli lombarda già significa North of Loreto, il celebre piazzale mortiferamente famoso per l’impiccagione del cadavere di Benito Mussolini e compagni al termine della Resistenza e della Seconda Guerra.
Qui, oltre all’artist run space Mars, vi sono anche l’Osteria Crespi, frequentata ormai da gruppi di giovani creativi, e anche Gigant, spazio al 28 di via Termopili.
Qui, la storia, è in scena con un progetto editoriale che, se siete in cerca anche di un regalo di Natale d’autore, è quello che fa per voi: si tratta dell’Atlante delle Cose Nuove, libro in cento copie firmato da Andrea Girolami.
In 48 pagine, con 48 rispettive illustrazioni, traccia in maniera ironica, romanzata e a volte anche tragica e disincantata, il nostro presente, dai concetti di “Lavoro”, “Startup”, “Giornalismo”, “Lista”, “Titolo”, Apple”, “Porno”, “Desktop” e molte altre. Un libro di 207 pagine, dove le lettere di un autore grafico pentito sono mischiate ai disegni di amici e colleghi, in una costellazione del presente, del passato prossimo e del prossimo futuro. Un’esperimento che vuole descrivere “cose” appena nate con gli stessi strumenti che si utilizzano da migliaia di anni. Un po’ come fare “nuova” pittura. Il risultato è a tratti appassionante, come forse lo sarà vedere l’espansione di questa area creativa di Milano. A data ancora da destinarsi, ma con i virus già ben iniettati nel tessuto connettivo. Fatevi un giro!



















