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Nato nel 1967 a Vancouver, Geoffrey Farmer è diventato celebre grazie a una serie di sculture delicate e fragili, che nascono da ritagli di immagini di libri e riviste e l’apposizione di queste su bastoncini sottili. E probabilmente, se osserverete attentamente la foto dell’installazione qui sopra, intitolata Leaves of Grass, alla Neue Galerie di Kassel, vi ricorderete di averlo visto proprio all’ultima Documenta 13.
E chissà che anche a Venezia, dove è stato appena nominato per rappresentare il Canada, Farmer non componga un’altra delle sue grandi installazioni tentacolari e sottili.
Il padiglione sarà sotto la cura di Kitty Scott, dell’Art Gallery of Ontario, e Josée Drouin-Brisebois, senior curator del settore arte contemporanea alla National Gallery of Canada, a Ottawa, sarà direttore del progetto del padiglione.
«Alcune delle opere più complesse e straordinarie emerse sulla scena canadese negli ultimi dieci anni sono state fatte da Geoffrey Farmer», ha invece dichiarato Marc Mayer, direttore e amministratore delegato della stessa National Gallery. Se le premesse sono queste abbiamo sicuramente una prima tappa già segnata.



















