16 dicembre 2015

L’omaggio di Milano a Gabriele Basilico, e il cuore delle città ascoltato dal grande fotografo. Ecco l’antologica all’Unicredit Pavilion

 

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Si aprirà ufficialmente dopodomani la grande antologica dedicata a Gabriele Basilico (nella foto sopra in un divertente autoritratto) promossa da Unicredit con un bel catalogo Skira, sui tre livelli del Pavilion di Porta Nuova, progettato da Michele De Lucchi.
Centocinquanta fotografie per tracciare un filo invisibile che collega metropoli di tutto il mondo, da Istanbul a San Paolo, da Shanghai a San Francisco, e che non a caso – come titolo – riprende la celebre frase di Alberto Savinio Ascolto il tuo cuore, città.
In scena tra le altre non poteva che esserci tanta, tantissima Milano, dai Ritratti di fabbriche degli anni ’70 fino al 2012, con le ultime visioni del cantiere di Porta Nuova (nella foto di home page lo scatto che chiude la mostra, notturno del 2012), fotografato dai suoi primordi in quella “catalogazione” e nell’ordinamento dello spazio tanto caro all’atto fotografico e stilistico di Basilico.
In più un vero e proprio dialogo tra interno ed esterno, tra l’architettura di De Lucchi e le forme di Porta Nuova, che si ritrovano non solo nelle fotografie ma anche oltre ai vetri del Padiglione, le cui “ali” per questa occasione resteranno aperte. Pazienza per i riflessi sulle teche che incorniciano le immagini: l’interno è entrato all’esterno e viceversa, quasi futuristicamente, per citare un’altra avanguardia nata e crescita a Milano. 
Curata da Walter Guadagnini in collaborazione con Giovanna Calvenzi e lo Studio Gabriele Basilico è la serie Metropoli, allestita nell’Auditorium del piano terra, che costituisce il cuore della mostra. Un amore-ossessione, come dichiarava il fotografo, per la città come organismo vivente, frammentata, paradossale come una figura umana. E poi i porti della Francia e del Nord Europa, al terzo piano, Napoli e Beirut, e – non in ultimo – il grande scatto della voragine iniziale precedente la nascita della Torre UniCredit e di piazza Gae Aulenti. Bentornato a casa, Gabriele!

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