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Vi immaginate cosa sarà la Capitale nei prossimi due lustri? Come diventerà, quali saranno i nodi da risolvere (se avremo risolto quelli attuali), quale sarà il suo nuovo ciclo vitale?
Per aiutarvi nell’immaginarlo ci ha pensato il MAXXI, che ha ideato con 473 studenti e 100 docenti di 25 università di tutto il mondo, il progetto di ricerca ROMA 20-25 – Nuovi cicli di vita della metropoli / New Life Cycles for the Metropolis.
Nato come workshop internazionale nel dicembre dello scorso anno, l’idea è nata da Roma Interrotta, progetto promosso nel 1978 dagli Incontri Internazionali d’Arte e ideato da Piero Sartogo che chiese a 12 architetti di immaginare la Roma del futuro sulla base della pianta del centro storico realizzata da Giovan Battista Nolli nel 1748.
Stavolta, invece, si è data forma a una vera e propria scala metropolitana, immaginando il territorio urbano della Capitale corrisposto da una griglia di 50 chilometri di lato, forse la giusta misura di una città la cui vastità non è stata finora mai definita.
E che oggi appunto trova un progetto che parla di lei, vista da 25 angolazioni differente e nei suoi rapporti con la dispersione urbana, il riciclo e riuso del costruito, un nuovo rapporto con il mare e il fiume, l’agricoltura urbana, il coinvolgimento delle comunità locali, nonché una serie di infrastrutture possibili che possano rompere il terribile disequilibrio tra centro e periferia.
Le presentazioni oggi, con un talk che inizia alle 15.30 e che vedrà protagonisti tutti gli atenei coinvolti, tra cui figurano la Columbia University di New York, Princeton (progetto in home page) il Politecnico di Torino e Milano, l’Università degli Studi di Genova (progetto sopra), l’ETH di Zurigo, la South China University of Technolgy di Guangzhou. Alle 19 opening della mostra e lì probabilmente sì, che se ne vedranno delle belle.



















