21 dicembre 2015

Niente soldi per gli straordinari, e in Sicilia Musei e siti archeologici resteranno chiusi a Natale e Capodanno. La polemica è servita

 

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Solo un paio di giorni fa il New York Times ha dedicato ampio spazio a “quel che c’è da fare in un giorno a Palermo”. E chi già gongolava per il bel colpo mediatico dedicato alla meravigliosa Sicilia, oggi si sveglia più amareggiato di prima. 
La novità è che molti siti archeologici e musei “minori” della Regione resteranno chiusi a Natale e Capodanno perché mancano i fondi per pagare gli straordinari ai custodi nei giorni festivi. E così, l’assessorato regionale ai Beni culturali ha deciso di chiuderli nei giorni più rossi dell’anno, ovvero quelli più affollati da cittadini e turisti. All’aria il programma di chi avrebbe voluto vedere Palazzo Abatellis alla Zisa e alla Cuba di Palermo, il Chiostro di Monreale (nelle foto), al Museo Pepoli di Trapani. Aperti in Regione solo il Teatro antico di Taormina, il Museo archeologico di Naxos, i Parchi archeologici della Valle dei Templi di Agrigento, di Segesta, di Selinunte e la Villa del Casale di Piazza Armerina. 
Immediata la reazione delle guide turistiche, che hanno parlato di una decisione sconsiderata, e che saranno costretti a inventarsi tour alternativi per salvare il salvabile, visto che tutti quelli in scaletta saranno destinati a saltare. Una strana buona notizia invece, c’è: il giorno di Natale a Palermo sarà aperto, sino alla mezzanotte, il Museo Riso. Meglio che niente? Niente affatto, ma in attesa di ipotetiche riconfigurazioni, questa è l’ennesima storia che tradisce un vero mancato interesse nei confronti di quella cultura “oro” d’Italia. 

3 Commenti

  1. Definire natale a capodanno i giorni rossi per il turismo vuol dire non avere la minima idea di quali siano i flussi turistici in Italia e scrivere solo per sparare a zero ogni volta che se ne intravede una possibilità. Se aveste cognizione di causa sapreste che sono i festivi primaverili i veri giorni caldi per il turismo in cui chiudere sarebbe insensato, mentre giorni come natale e capodanno sono nella maggior parte dei casi dedicati ad altre attività e spesso tenere aperto un museo, soprattutto in siti che non abbiano flusso turistico costante nel corso dell’anno, é una scelta priva di riscontro e inutilmente dispendiosa. Se vi è adeguato e ben gestito preavviso tale scelta non va intaccare né la reputazione, né gli introiti del sito, ancor più in quei casi in cui le restanti aperture coprono tutti i giorni dell’anno.

  2. Cara/o Seli,
    lungi da noi scrivere per “sparare a zero”. Così come è lontano il pensiero che i giorni di Natale e Capodanno siano giorni di ingressi inconsistenti. E siamo sicuri che non mancheranno annunci di “ingressi record” da una parte all’altra d’Italia

  3. Cara redazione,
    Come mi sembrava chiaro nel mio commento gli eventuali ingressi record di un sito ad afflusso turistico costante in un giorno come Natale non sono in contraddizione con le scarse presenze di un sito più stagionale dunque ogni caso richiede una valutazione a sé stante. Quanto a Capodanno, che vede sempre un numero maggiore di visitatori rispetto a Natale, già nel 2015 aveva risentito per i musei statali della prossimità con la domenica ad ingresso gratuito.

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