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Gli attacchi terroristici di Parigi hanno decisamente sconvolto l’opinione pubblica internazionale e in particolare quella europea, che ha dovuto fare i conti con la violenza a casa propria, realizzando che la routine quotidiana non è esente da pericoli.
Bere un bicchiere di vino, cenare con gli amici o andare a un concerto sono diventate immediatamente attività a rischio, al pari di lavorare in un ufficio governativo o nelle forze dell’ordine. A fare le spese di questa crescente paura sono state soprattutto il turismo e la cultura della capitale francese.
I musei parigini, Louvre e Centre Pompidou su tutti, hanno subìto un drastico calo nel numero di visitatori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con cifre inferiori fino al 50 per cento nelle settimane successive alla tragedia, numeri che ricominciano solo ora ad avvicinarsi a livelli precedenti l’attacco. A contribuire al declino sono state anche le indicazioni del Ministero dell’Istruzione agli istituti scolastici, che invitavano ad evitare le gite scolastiche nei musei e negli altri luoghi legati alla cultura.
La presenza costante di polizia e militari nei luoghi più affollati, come il Centre Pompidou, ha aiutato a distendere un pò gli animi, ma i francesi hanno urgente bisogno di abbandonare la paura per tornare a godere del loro straordinario patrimonio culturale. (gt)



















