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La Compagnia di San Paolo, fondazione bancaria per il sostegno alla cultura del territorio e alla creatività italiana, promuove fino al prossimo 7 febbraio (termine ultimo per presentare le domande), il bando Ora! Linguaggi contemporanei e produzioni innovative. Un contest a carattere nazionale che ha come fine la promozione di progetti da realizzare nelle aree di riferimento della Fondazione, in Piemonte e Liguria. Rivolto agli enti no-profit, alle associazioni culturali, alle cooperative sociali e di spettacolo, il bando- disponibile si propone come volano per la realizzazione di nuove idee sostenibili, in grado di creare sinergie con il territorio in un’ottica di valorizzazione nel tempo dei progetti. Tra innovazione e creatività. Ne abbiamo parlato con il Presidente Luca Remmert, in occasione della nuova presentazione alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Presidente, ci racconta un po’ la genesi di questo bando?
«Nasce dal fatto che Compagnia di San Paolo ha deciso di costruire un’area ad hoc sul settore dell’innovazione culturale. Perché siamo molto attenti ai “rumori” del territorio, in senso positivo, e ai giovani, l’anello debole della catena. Abbiamo deciso di creare questo settore per dedicarci meglio a queste richieste del basso: è in fin dei conti il dovere di una fondazione bancaria. Il bando è il risultato, e anche se la promozione e produzione dei progetti resterà sul territorio piemontese e ligure, è rivolta a tutto il pubblico nazionale».
Non c’è il rischio di lavorare su un contesto troppo ristretto, visto che si parla solo di Piemonte e Liguria?
«No, è la nostra area di riferimento. In una visione economica del processo dobbiamo cercare di dare risultati al nostro territorio, e non è escluso infatti che in futuro si operi su tutto il territorio italiano».
Quant’è il budget complessivo per il concorso?
«Compagnia di San Paolo ha investito 20 milioni nel contemporaneo, negli ultimi anni. Ora abbiamo cambiato un po’ approccio: se prima sostenevamo molte istituzioni, oggi promuoviamo – oltre ad esse – più domande “dal basso”. Il budget complessivo è di 550mila euro. I progetti possono essere finanziati fino all’80 per cento e per un totale massimo di 45 mila euro l’uno. Il risultato, così, sarà di almeno una dozzina di progetti attivati nelle due regioni».
Il bando continuerà ad essere biennale?
«Abbiamo un approccio step by step: se funzionerà continueremo ad investire, sennò cambieremo progetto. Questa è la nostra filosofia. Bisogna aspettare le risposte del territorio. Se tutto andrà bene non è detto che non si aprano nuove finestre che sovrappongano i periodi».
Lei che cosa si aspetta? Quali risposte da quali giovani?
«Mi aspetto risposte dal mondo della creativa in generale, che abbiano una cross-disciplinarietà, tanto “inquinamento” in termini positivi tra le discipline, tra comunicazione e new media. Mi aspetto molta curiosità, molte risposte, entusiasmo. D’altronde la determinazione è un tratto primario in chi decide di fare dell’arte e della cultura il proprio mestiere. Speriamo di aver usato una lingua giovane, comprensibile a tutti».














