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7mila e 500 metri quadrati al piano nobile e 7mila al piano terra: ecco i numeri per iniziare la nuova vita della Reggia di Caserta, presentata oggi dal Ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini.
Oltre a questi anche l’archivio, che sarà “sparso” su qualcosa come mille e 500 metri quadrati.
Sperando che, insomma, in vista della riassegnazione degli spazi già utilizzati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione e dall’Aeronautica Militare, qualcosa per uno dei siti più visitati d’Italia si muova, verso un nuovo rigore e meno trascuratezza, come spesso si era verificato negli ultimi anni.
«Dopo i lavori di ristrutturazione queste nuove stanze saranno dedicate alla loro naturale destinazione museale, congressuale ed espositiva, inclusa la ricollocazione della collezione di arte contemporanea “Terrae Motus”», ha spiegato Franceschini. Per ridare il giusto valore, in effetti, a quel gruppo di grandi opere che Joseph Beuys, Andy Warhol (nella foto in home page le serigrafie Fate presto), Robert Mapplethorpe, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Mimmo Paladino, invitati dal grande Lucio Amelio, fecero in risposta al terremoto dell’Irpinia, iniziando una discussione per meditare sugli effetti del sisma e sul contributo che l’arte può dare alla ricostruzione.




















