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Sarà anche problematica la situazione nell’Africa Sub-sahariana, ma la sesta biennale di Marrakech è pronta a debuttare, tra venti giorni esatti, e a schierare sotto il titolo di Not new now una serie di artisti di grande calibro.
Non solo: il periodo di mostra è stato prolungato a 11 settimane e l’ingresso sarà completamente gratuito, nella volontà di rafforzare collegamenti e chiamare più pubblico possibile a riflettere sulla condizione del presente?
Sotto la curatela di Reem Fadda, in scena vi sarà l’arte come resistenza culturale, con l’aiuto di Ilaria Conti, Omar Berrada, Salma Lahlou e Fatima Zahra-Lakrissa.
E ora? Fuori i nomi: El Anatsui, Kader Attia, Yto Barrada, David Hammons, Mona Hatoum (di cui potete leggere una bella intervista su Exibart.Onpaper 92), Khalil Rabah, SUPERFLEX, The Otolith Group, Adrián Villar Rojas, tra molti altri. A comporre un mosaico coraggioso e che, speriamo, farà discutere e soprattutto renderà giustizia a un Paese non facile, e circondato dalle problematiche più urgenti dei nostri giorni.










