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Storia decisamente divertente quella che arriva da Salisbury, centro un centinaio di chilometri a ovest di Londra, e che la dice lunga sulla “funzione” della scultura pubblica, e sulle nostre nuove abitudini.
Protagonista è l’artista Sophie Ryder, londinese classe 1963 e studi alla Royal Academy, che da qualche giorno ha installato nel giardino della cattedrale una serie di pezzi monumentali, tra cui The Kiss, l’opera che ha messo davanti agli occhi “l’incuria dello sguardo”.
Che è successo? Che l’opera, raffigurazione di due mani giunte, all’altezza dei polsi è alta poco meno di un paio di metri, con dei riabbassamenti laterali, dovuta alla posizione degli arti. Ora, la scultura, sarà spostata perché alcune persone – nell’intento di mandare sms, o comunque con la faccia incollata allo schermo dello smartphone, hanno battuto la testa nell’opera mentre la attraversavano.
Ryder, non a torto, sul suo account facebook, giusto per restare in tema, ha scritto di essere dispiaciuta se alcune persone sono totalmente “numpties” espressione scozzese indicata per una persona stupida o con ritardi.
La scultura ci sfida da sempre a prendere in considerazione il modo in cui interagiamo con gli altri, ma ormai sembra in discussione pure questo assunto, che gli incidenti pedonali hanno fornito un brillante esempio di come spesso le nostre interazioni con il mondo sono legate ormai al nostro schermo.




















