24 febbraio 2016

Banca a chi? Non solo aride macchine finanziarie, ma sensibili centri di mecenatismo. Lo svela Costantino D’Orazio in un libro. Ecco chi, come, dove e perché

 

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Il libro di Costantino D’Orazio La cultura delle banche oggi. Viaggio attraverso un anno di iniziative – presentato oggi nella sede della Biblioteca Stefano Siglienti, dell’Associazione Bancaria Italiana, nelle Scuderie di Palazzo Altieri rinovellate da Gae Aulenti – è innanzi tutto la cronaca di un viaggio. Un viaggio in Italia, e allo stesso tempo un viaggio attraverso le migliaia di iniziative culturali finanziate dalle banche, legate a musica, arte, editoria, etc. 
Banche che dunque sfuggono alla nefasta immagine dataci ultimamente dai media, per rivelare invece insospettabili qualità e professionalità anche in campo culturale, oltre che finanziario (e tra parentesi è in realizzazione anche il progetto di MuVir, il museo virtuale che renderà accessibile in rete l’immenso patrimonio storico-artistico delle banche italiane).
Pur nelle loro diversità individuali e territoriali, le banche sembrano essere animate da un comune sentimento di appartenenza alla tradizione del finanziamento di attività culturali, viste come produzione di “restituzione”, ha sottolineato D’Orazio. 
Il volume ci conduce dunque attraverso le regioni italiane, alla scoperta di un universo capillarmente radicato sul territorio, e a volte nemmeno percepibile in superficie, ma che contribuisce in modo massiccio alla crescita sana della vita culturale del paese.
E la creatività di cui possono essere capaci le banche (chi l’avrebbe mai detto!) appare a sorpresa nella colorata anticonvenzionalità della copertina, in tutto il suo caleidoscopico vigore. (Mario Finazzi)

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