25 febbraio 2016

Fabbrica del Vapore: piazza pubblica e condivisa, “cerniera” tra istruzione e mondo del lavoro. Ecco le presentazioni ufficiali del nuovo bando, e del futuro

 

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Che sia un argomento che preme parecchio alla cittadinanza, alle associazioni di quartiere, al mondo creativo e ai semplici “curiosi” che in questi anni hanno frequentato Fabbrica del Vapore, lo si evince dalla folla che ha preso d’assalto la conferenza in cui l’assessore Chiara Bisconti (Sport e Tempo Libero, foto in home page) insieme a Filippo Del Corno (Cultura) e alla Direttrice Generale di Fondazione Milano Monica Gattini Bernabò, hanno presentato in linea generale i bandi per la riassegnazione degli spazi del (finalmente completato) complesso di via Procaccini. 
E se nei giorni scorsi gli animi erano incandescenti, oggi le acque – seppur curiose di molte questioni tecniche – sono state piuttosto chete, comprese quelle dei grandi detrattori di questo piano, come vi abbiamo raccontato approfonditamente.
In sostanza? In sostanza per Bisconti, così come per Del Corno, bisogna fare leva sull’aspetto pubblico della Fabbrica, dall’apertura e pedonalizzazione della “piazza” (una recente ordinanza ha vietato parcheggio per gli operatori e ha stabilito orari e limiti di ingresso) e sul sistema “cerniera” tra il percorso di studi e l’inizio al mondo del lavoro che, da sempre, ha contraddistinto le attività di FDV, seppure con risultati alterni. 
«C’è bisogno di una piazza di scambio effettiva, e “temporanea” che non vuol dire precaria, ma movimentata, per dare ai giovani la possibilità di sviluppare al meglio nuovi pensieri creativi. La Fondazione Milano in questo, come direzione artistica, saprà trovare la giusta chiave per un gioco di squadra e per una nuova identità di FDV come spazio a vocazione pubblica», assicura Del Corno.
E in effetti le orecchie sono tutte per Gattini Bernabò, che elenca i tre punti chiavi su cui Fondazione Milano lavorerà: l’avviamento al lavoro dei giovani, anche con una serie di ospitalità per gli artisti; una consulenza artistica che portare in scena una ritrovata missione della struttura (alla cui testa sarà, comunque, sempre il Comune di Milano e, non in ultimo, un coordinamento per mettere a “fattor comune” le esperienze, e condivederle con la città in determinati appuntamenti annuali.
«Il vapore è un bene immateriale, ma fino a non moltissimi anni fa senza vapore non andavano i treni», ricorda la Direttrice. 
Il bando, che uscirà sul sito del Comune nei primi giorni della prossima settimana (redatto da Tommaso Goisis e Martina Magnani, dell’Assessorato allo Sport e Tempo Libero) dovrà essere consegnato entro il prossimo 15 aprile, mentre ancora non si conosce perfettamente il tempo di consegna dei futuri spazi.
Alle concessioni, di cui faranno parte anche un bar e ristorante, potranno partecipare tutti i soggetti giuridici: associazioni senza scopo di lucro, imprese, start up, comitati non ancora costituitesi in enti definiti, cooperative, fondazioni.
Stavolta i termini sono molto chiari: tutte le concessioni (che saranno rinnovabili di altri 2 anni, previa la presentazione di un ulteriore progetto) scadranno il 31 dicembre 2020. Privilegiate, ovviamente, le realtà che si occupano di arti visive, performative, musica, ma anche editoria e uffici stampa. La fee da pagare, per i nuovi inquilini? I prezzi variano sia da metratura che dalla tipologia dell’ente, e per uno spazio “medio” di circa 300 metri quadrati (i lotti in totale sono 15, di metrature molto diverse) si oscilla dai 7mila ai 16mila euro annui, circa. 
E per chi avesse progetti a breve termine? Ci saranno anche bandi “short”, per iniziative lunghe poco meno di una stagione. 

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