25 febbraio 2016

AlbumArte, per il contemporaneo a Roma. Video e film d’artista, in uno spazio accogliente con nuove promesse, che da oggi porta in scena Driant Zeneli

 

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I cinque appuntamenti del nuovo Videoforum (con dibattito), mostrano ad Album Arte un pubblico “critico” sempre più crescente. L’iniziativa in realtà, già avviata il 10 febbraio con il lavoro della Moscardini, continua da oggi al 27 con la presentazione del lavoro di Driant Zeneli.
Osservando da vicino le realizzazioni video di questo giovane (classe ‘83) artista albanese viene da pensare all’Uomo che misura le nuvole di Jan Fabre (nel parco della Biodiversità di Catanzaro). Driant però le raccoglie, le attende e le costruisce nel suo panorama visivo (soprattutto in Too Late). Il suo lavoro sta a metà tra il reale e il sogno, e nasce dal bisogno di accarezzare la forza dell’utopia. Come si fa a catturare la luna nel lago? Come si fa la caccia alle nuvole? La poetica di Driant è solo apparentemente folle ma la sua idea politica-sociale-di vita è tutta racchiusa in una formula originale concettualmente elaborata in modo coerente. Il suo lavoro oltre a essere un tentativo icariano di avvicinarsi all’impossibilità di superare i limiti umani, il volo, toccare la luna, comporre le nuvole, fermare il tempo, insomma di là dalla componente sognante, lascia intravedere una traccia delle ferite sia della sua terra d’origine che del mondo che viviamo, dove caduta, fallimento e precarietà hanno messo radici profonde lungo la storia. 
Ma l’esercizio del volo non si ferma qui, i confini soprattutto quelli geografici e fisici non adombrano i suoi voli pindarici. Perciò costruisce Some Say the Moon is Easy to Touch lanciandosi con il bungee jumping: prende in affitto un lago il 19 marzo del 2011 per toccare la luna il giorno in cui questa si trova alla minima distanza dalla terra. Nel 2014 invece l’artista vuole trasformarsi in una cometa incorruttibile con il video Don’t Look at The Sun While You’re Expecting to Cross It. Lo spunto è la strana storia della cometa Lovejoy che nel 2011 ha transitato così vicina al sole che doveva infrangersi e che invece è rimasta del tutto intatta! 
Precipitato sul Pianeta Terra, il Piccolo Principe Zeneli, non trova ostacoli alla costruzione della sua felicità estetica. Anche se cade proprio in una terra offesa, un paese che oltre alla Corea, è l’unico dove è stato censurato il momento di quando Armstrong ha messo piede sulla luna, questa vicenda però non l’ha turbato, e per quanto paradossale ha generato in lui una riflessione inversa: e se ciò non fosse mai accaduto? Se quello che ci raccontano tv, giornali e web non esistesse?  Ecco, verità e finzione: una lunga parabola che adesso viene narrata tra le brume del surreale e del metafisico. Prossimo art rendez-vous il 9 marzo. (Anna Siciliano de Fazio)

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