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“Viafarini, pronta a impegnarsi nella progettazione del suo futuro alla Fabbrica del Vapore, invita tutte le organizzazioni e i singoli soggetti a candidarsi a questa opportunità”. Ecco cosa si legge in un messaggio diffuso a seguito della presentazione del bando ufficiale per la riassegnazione degli spazi, terminati, della grande area (che sarà gestita da Comune di Milano e Fondazione Milano) in via Procaccini.
D’altronde è fuori discussione – almeno in teoria – che Milano possa dimenticarsi di un ente che, in oltre vent’anni, ha racconto quasi 30mila volumi (DOCVA) che probabilmente saranno donati al Comune stesso.
Non solo, perché nella storia del no profit forse più famoso d’Italia, c’è anche l’archiviazione di oltre 5mila portfolio d’artista, catalogati e oggi digitalizzati, a partire dal 1991.
“L’occasione del bando è importante anche per riaggiornare e regolamentare gli archivi DOCVA e tutti i fondi che negli anni sono stati a noi affidati da artisti e istituzioni”, si legge, e ancora “Viafarini continuerà a proporsi come capofila, nei confronti di Careof come di tutte le altre organizzazioni che vorranno collaborare, affinché i fondi e i servizi per gli artisti si sviluppino a beneficio degli artisti e della collettività”. Insomma, un appello bello e buono. Per altri 25 anni di monitoraggi, esperienze, e residenze – attive queste dal 2008 – e per essere faro per l’arte italiana più giovane.
Nelle foto: Toilet Paper (Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari) @ViafariniDOCVA, 2012




















