05 marzo 2016

Vogliono adottare Careof, ma Careof vuole restare a Milano. Un’altra storia a margine della ridefinizione della Fabbrica del Vapore

 

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Attivo dal 2008 nella sede di Fabbrica del Vapore, Careof ha favorito la ricerca di oltre di mille e 300 artisti attraverso mostre, residenze e workshop e ha ospitato 174 curatori provenienti da 52 Paesi diversi. Ha collaborato con 150 istituzioni, realizzando oltre 234 progetti formativi e ha messo in piedi un archivio che conta qualcosa come oltre 8mila video d’artista. Una realtà ben conosciuta tra gli attori di Fabbrica del Vapore, ma che a sua volta vede a rischio il fatto di poter rientrare tra i nuovi assegnatari degli spazi di via Procaccini. 
E allora, che succede? Succede che una serie di altre amministrazioni comunali si sono offerte di ospitare gratuitamente l’associazione.
Una bella soddisfazione, a cui però si declina: “Crediamo con fermezza che Careof e il suo archivio debbano restare patrimonio della città di Milano”, si legge in una nota diffusa dal no profit.
E nel frattempo si promette un rinnovamento nel progetto che verrà presentato con il nuovo bando, anche se “L’associazione continua il suo percorso cercando di mantenere la sua vocazione pubblica e con la consapevolezza che l’identità e gli obiettivi si fondano sul sostegno alla sperimentazione dei giovani artisti”.

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